Salviamo Karjano! 04 – I doni di Pintacchio

La porta si inizia ad aprire all’arrivo di tutti e 4 .Uno scricchiolio ad ogni lieve apertura. Cri cric.. Kiwidinok spalanca gli occhi “guardate, ci sono tutte bolle di tante dimensioni.” All’interno delle bolle oggetti sospesi. In lontananza si intravede un’enorme bolla di colore giallo oro trasparente.Una dolce melodia si diffonde

Raggiunti gli altri, Thurun si trova davanti allo strano essere acquatico del fondo del lago. Se non fosse per la mistica del luogo, scoppierebbe a ridere. Osserva l’essere che dice di chiamarsi Pintacchio, con corpo umanoide, abbastanza muscoloso, ma con piedi palmati e un lungo becco simile a quello di un anatra, con occhi un po’ a mandorla completamente neri.

Il suo aspetto a primo impatto è, agli occhi di Thurun, estremamente divertente, ma ciò che impedisce di profondere in acute risa è l’espressione sul volto dell’uomo acquatico. E’ immobile, come sospeso all’interno dell’acqua, leggermente oscillante ma senza fare gesti per tenersi lì dove sta, e soprattutto, il becco sembra mostrare un sorriso giocondo, assai enigmatico, e i suoi occhi neri come la pece infondono una profonda sensazione di calma.

Ad un tratto compare una sostanza melmosa e vischiosa che circonda la strana casa subacquea. “Ayin, ora osserva e non entrare nel panico come al solito” dice Ayin a se stessa cercando di farsi coraggio. “Ma che razza di schifezza è questa, questa specie di blob melmoso? Ha tutta l’aria di ingoiare il primo che passa” pensa a voce alta. Ma si fa coraggio vedendo gli altri entrare nella casa e decide di seguirli.

Il gruppo osserva incuriosito lo strano essere.

PINTACCHIO: “E’ stato difficile avervi qui. Era da tanto che vi stavo studiando. Vi ho seguito in ogni vostra avventura, da qui, dal mio regno. Sapevo che sarebbe successo, che il regno era destinato a sciogliersi; non sapevo quando esattamente ma ho dovuto escogitare molti stratagemmi per riuscire a preservarvi dal peggio. Poco importa come ma fortunatamente sono riuscito ad avervi qui. Come alcuni di voi già sanno, il blocco dell’intera Valle e la sua successiva liquefazione, dipendono dalla forza di Karjano che è caduto trappola di sé stesso nel labirinto della sua anima. Prima che ciò accadesse, è venuto qui e mi ha dato un messaggio. Mi ha detto di trovare i 4 abitanti peggiori della Valle, quelli meno meritevoli, e che sarebbero stati loro gli unici che avrebbero avuto la possibilità di salvarlo. Ed eccovi qui..” conclude con aria incredula e beffarda, scrutando ciascuno negli occhi.

Cercando di non farsi sentire dallo strano essere, Ayin bisbiglia “Ehi Kiwi, ma è uno spettacolo qui dentro, che magia! Ma è incredibile che fuori ci sia questo schifo melmoso e dentro questa poesia di bolle magiche. Perchè non proviamo a cavalcarne una?” chiede all’amica cercando di convincerla a farsi avanti per prima.

PINTACCHIO: “Voi lo sapete, come lo so io: siete dei visitatori qui. Andate e venite ma noi, io, Karjano, e gli altri abitanti, non lo siamo. Noi non abbiamo il potere di andare e venire come fate voi. Solo i visitatori di questo regno possono salvarlo dall’oblio e possono recuperare Karjano da dentro sé stesso. Non so dove si trovi, so solo che dovrete trovarlo ed aiutarlo a tornare in sé, a Ricordare. Se non lo farete Karjano morirà, per sempre, e voi non avrete più accesso a questo mondo o, nella peggiore delle ipotesi, non potrete più uscirne e vi liquefarrete con esso.

“vi liquefarrete con essooooooooo” fa eco Ayin ripetendo le ultime parole del palmipede “oddio santo che brutta fine!”

PINTACCHIO: “Io non posso aiutarvi, non posso venire con voi: se non mi sono bloccato e liquefatto è proprio grazie a queste precauzioni che ho preso” dice indicando ciò che impauriva Ayin poco prima. “Qui sono al sicuro, per ora, fuori, morirei. Ma so che, lungo il vostro cammino, potreste incontrare qualche altro visitatore che, messo in allerta da guide come me, potrebbe essere stato investito della vostra stessa missione. Tenete gli occhi aperti dunque e salvate Karjano!”

Nonostante l’interno della casa subacquea sia già strano di suo, continua a fissare lo strano essere. Udito il suo discorso, rimane sbalordito e per un po’ continua a fissarlo in silenzio. Trova infine il coraggio di balbettare: “E-ehm…beh ecco…signor…Pistacc…Pindacchio, si, ecco…. quindi lei…ha contatti col signor Karjano… e…diamine ma come parlo… e-ehm ecco, esattamente ci sa dire cosa dovremmo fare a questo punto? Questo luogo è…come dire… un po’ particolare per noi… ecco vede… questa casa piena di oggetti volanti…che diamine…si insomma, che diamine dovremmo fare qui dentro?”

Kiwidinok, incurante del discorso di Pintacchio, si lascia distrrarre da Ayin: “credo che dobbiamo entrarci dentro…io vado in quella viola…mi attira” si avvicina e incomincia a penetrare la bolla con una mano,pian piano viene completamente avvolta all’interno” la bolla comincia a muoversi verso quella enorme gialla quasi a toccarla. Cerca di guardare all’interno.
Kiwidinok si ritrova inglobata, isolata nella bolla: non sente quello che dicono gli altri si sente rinchiusa e incomincia a tossire”oih…dove siete? Questa bolla non mi lascia respirare!”

Per Ayin le parole dell’essere acquatico sono dense di informazioni difficile da cogliere, ma la sensazione che sale all’interno di Thurun è chiara. Una serietà , mista a mistero e compassione, si fa largo nel cuore. L’ugola sembra risistemarsi, e scandisce parole con voce più chiara del balbettio precedente: “Capisco… ammetto di non comprendere a fondo la gravità della situazione, ma qualcosa mi dice che dobbiamo andare avanti fino alla fine, qualunque cosa la parola ‘fine’ voglia dire. La prego signor Pintacchio, ci indichi la prossima mossa. Non esiteremo ad affrontare checché a noi giunga”

Intanto Ayin guarda da fuori l’amica inglobata dalla bolla viola con stupore assoluto, e non sa se tentare anche lei di cominciare un viaggio attraverso la bolla, ignorando le austere parole di Pintacchio, o se tentare di riemergere a nuoto verso la riva di un mondo normale.

PINTACCHIO: “Per affrontare la vostra missione ho qui alcuni doni per voi: a te, Thurun, offro la Spada dell’Aria. Impara ad usarla o sarà lei ad usare te. Ayin: per te ecco il lume, la fiamma in grado di rischiarare dove non c’è più conforto; usala con attenzione e parsimonia e ricordati che, se usata male, potrebbe divorare chi la tiene in mano. Kiwidinok, dolce indiana sperduta: per te la sfera dell’acqua; con questo oggetto prezioso potrai chiedere all’acqua di venirti in soccorso ma, guai a te se infastidirai l’acqua con richieste futili (o che lei giudica tali..). Marte, so che li desideravi tanto. Eccoti dei denti nuovi, tutti per te!” dice schioccando una pinna mentre qualcosa prende forma nella bocca di Marte. “Oltre a questo, prendi questa radice: ti servirà quando meno te lo aspetti.” E con queste parole conclude, saluta e si gira incamminandosi verso una porta.
“La prima mossa chiedete?” aggiunge girandosi. “Trovare Karjano ma.. non ho idea di dove sia” conclude aprendo la porta difronte a loro.

“cavolo adesso che faccio?dove mi sono cacciata?Almeno vedessi…” dice Kiwidinok. La bolla diventa sempre più trasparente e sottile come una membrana che prende la sua forma.”wauh sono viola!” e incomincia a muoversi qua e la sospesa fino a scorgere i suoi compagni”uuuh….mi sento leggera, leggera. Il signor Pintacchio dov’è? Oooh grazie del dono!”

Kiwidinok prende una sfera che si materializza nelle sue mani”per il potere dell’acqua portatrice di memoria…indicaci dove dobbiamo guardare!” E lancia una sfera.

Osservando un profondo silenzio, come mai gli era capitato fino ad ora, guarda in basso tra la sabbia del fondale, prima dell’uscio dell’entrata alla casa. Tornando a guardare diritto innanzi a sé, con un tuono di responsabilità nel cuore, si rivolge nuovamente all’uomo acquatico dicendo: “Grazie o guida del lago, che le nostre azioni non siano una delusione per questo mondo, ma solo manna e aiuto sincero.” . Ciò detto , torna a guardare i compagni

Ayin, sbalordita da questo dono solenne ricevuto rimane a contemplare la fiamma. Improvvisamente capisce: “se questa fiamma riesce a sopravvivere sotto l’acqua, allora davvero può fare il miracolo di rischiarare dove non c’è più conforto” vorrebbe dirlo agli altri ma sente che deve portare a fondo questo pensiero.… come se contenesse la soluzione a qualcosa di importante

Marte sputa la dentiera. “Hey ragazzi! Lo vedete che ho identi! Incredibile! Ho i denti!!!” Strilla saltellando per il fondale su cui è alloggiata la strana abitazione. Si mette in tasca i vecchi denti “Questi potrebbero tornarmi utili” sussurra. Poi dinuovo ad alta voce: ” bene, allora, capitano Thurun… da dove si inizia?” chiede baldanzoso mentre Ayin interrompe “vecchiaccio, nel caso te li dovessi perdere di nuovo questi denti ti aiuto io che ho la fiamma porta conforto nei casi impossibili, e tu sei decisamente senza speranza” ahahahah. Ride di gusto tentando di essere simpatica con Marte che risponde “Ayin, oggi sono così felice che non mi interessano le tue frecciatine. Vieni subito qui che ti mordo!” strillando e iniziando a rincorrerla. “aaaaaaaaaaaaaaaaah vecchio bavoso, non mi avrai mai!” urla Ayin a Marte ben felice di essere rincorsa.

D’improvviso Thurun urla ai compagni: “Beh, è troppo tempo che stiamo qua ormai… è tempo di andare”. Entra dentro la casa, osservando con aria inquietata Kiwi volteggiare all’interno della bolla viola. “Basta giocare Kiwi, esci da quel coso e andiamo”. “che barba, mi stavo divertendo” risponde questa, uscendo dalla bolla come è entrata e con aria brilla.

All’interno della casa non ci sono che bolle e muri di sabbia scura, tendente al grigio. La porta da cui è uscito Pintacchio poco prima non si vede più. Thurun nota però una sorta di minuscola porticina in basso a destra sul muro opposto all’entrata. Si guarda attorno e non vede finestre o altre aperture. Sulla porticina non c’è alcuna serratura. Lamenta sconsolato: “Ma che cavolo, quella lì sembra l’unico ingresso, ma come stradiamine facciamo a passarci? nemmeno un neonato ce la farebbe”

Ayin chiede “ehi Thurun, e se questi talenti magici che abbiamo servissero per qualcosa che non immaginiamo? come passare ad esempio per una porta inmpossibile?”
“Usa il tuo potere Thurun!” urla Kiwidinok e la sua voce echeggia…”Thurunnn….Thurunnnn”

Kiwidinok si sente chiamare “Kiwidinokkkkk….Kiwi…di…no….kkkk”
Ayin impaurita: “oddio chi è????? Kiwi ti stanno chiamando” dice impaurita a l suono della voce dissipando tutto il suo finto coraggio spavaldo di pochi istanti prima.

Si gira incredulo: il fondale attorno alla casa si agita e la sabbia si alza. Tutto attorno tantissimi personaggi della valle camminano trascinando i piedi e sollevando la sabbia del fondale e chiamando i nomi dei 4. La casa è praticamente circondata da un’orda di abitanti inebetiti. Una grossa medusa sul volto di ciascuno a coprire naso e bocca. Il cerchio si stringe sempre più lentamente attorno alla casa e ai 4. Ora anche Kiwidinok guarda la porticina” piccola porta grande tesoro!” “ci stanno chiamando! Sentite?” dice mentre si sente “Kiwidinokkk…vieni da questa parte.Vieniiiiii state perdendo tempo.Vieniiiii”

Thurun pensieroso esclama “Ma come credete che una spada dell’aria possa mai servire qui dentro? Non so manco cosa voglia dire ‘spada dell’aria’… però vabè, agitare una spada non ha mai fatto male a nessuno. ” Si accinge a prendere il manico argenteo della spada quasi trasparente, come fosse fatta di vetro e la agita a caso in aria. “Vedete , non succede un accidenti di niente”. Ferma la spada. Poi gli sovviene un sentimento di rivalsa : “Eh no cavolo, se una guida superiore ci ha dato questi doni , devono per forza servire a qualcosa. ” Con più determinazione, invece che muovere la spada a casaccio, con un fendente la punta verso la porta. D’un tratto la porticina si muove, come proiettandosi più vicino al gruppo, all’interno della stanza diventando più grande. Inebetito dall’accaduto, comincia a gridare “Guardate! Questi robi funzionano davvero! Andiam…” e una medusa gli si attacca al viso interrompendo la frase proprio mentre Marte inizia a riflettere: “Ragazzi, non so voi, ma io ho una strana sensazione.. sbarriamo la porta perchè qui la faccenda si mette male” dice chiudendo dietro di sé la leggera porticina fatta di alghe. “Thurun! Ma che ti è successo??” urla sbigotto. Ayin si lancia su Thurun con un coraggio insolito per togliergli la medusa dal volto “oddio santo Thurun, questa roba è terribilmente urticante, il tuo volto è tumefatto” dice con compassione.

Il cerchio di polvere si avvicina sempre di più alla casa: 10 metri di fondale separano la porta dal cerchio di personaggi medusati che, strisicndo i piedi e cantilenando il nome dei quattro, si avvicinano lentamente ma inesorabilmente.

Il volto di Thurun è pieno di bubboni gonfi. Gli occhi sono gonfi e socchiuse, come anche le labbra; cercando di esprimere qualche parola bofonchia con voce impastata come fosse terribilmente ubriaco “Shtupidi animalacc…andate all’infrn, aspdkavmpemavp” prosegue imprecando con suoni a caso. Ayin presa da un moto di autentica e nuova compassione si avvicina di nuovo a Thurun per accarezzargli il volto. “guarda come ti hanno ridotto, sei sfigurato Thurun, non ti si riconosce più. Chi sei veramente? sembra quasi che sotto il tuo volto ci sia un altro volto” sbigotita e compassionevole lo guarda. “Chi sei veramente?” continua a ripetere. Prende in mano il dono fatto da Pintacchio e cerca di illuminare il volto di Thurun mentre continua ormai con il suo mantra : Chi sei veramente Thurun?”

Marte finalmente si decide ad avvicinarsi alla porticina: è marrone, ruvida quasi fosse un muro in stile graffiato. “Non c’è maniglia qui e la porta è ancora troppo piccola. “Come avete fatto ad allargarla, si può sapere?” chiede impaziente. Ora solo 5 metri separano la porta dal polverone del fondale. Thurun, furibondo per l’attacco improvviso delle meduse e innervosito dalle creature che si avvicinano sempre di più alla casa, se ne infischia del dolore urticante dei bubboni, riprende la spada in mano e grida ” Ora basta!!! Ne ho abbastanza di questi stupidi trucchi ! Noi siamo più forti di queste schifezze!” E con un altro fendente, torna a puntare la porta tenendo le braccia tese, divenute bollenti per il fuoco rabbioso che le attraversano.

Marte, tastando la porticina si accorge che c’è un minimo movimento. “Vediamo se spingendo…” La porticina si apre a spinta! Purtroppo però le dimensioni del corridoio che si intravede sono troppo piccole per lasciar passare i quattro. “qualcuno vuole dirmi come accidenti siete riusciti ad allargare la porticina, prima???!!!” urla arrabbiato Marte. “No, la porta è già larga, sembra solo piccola ma prova a passarci attraverso!” suggerisce Kiwidinok ma Thurun non ha orecchie: ” Aaaaaah ci penso io vecchio, dannati , dannati fottutissimi trucchiiiii” urla furibondo. Torna a puntare con determinazione la spada verso il minuscolo corridoio, urlando parole che gli vengono in mente in quel momento: “Se questa è una spada dell’aria, allora che l’aria gonfi questa strettoia, e la espanda , sì che sia agibile al passaggio!!” Dicendo ciò si stupisce da solo: “Ehi, ma come sono colto…che paroloni che uso”. Purtroppo però la strettoia rimane stretta esattamente com’è. L’espressione sul viso di Thurun diventa ancora più furibonda.

“Non è stretta!Ci stanno mettendo alla prova! Prima la porta piccola ora la strada stretta! Capite? E’ un’illusione!” ribadisce Kiwidinok mentre vi si incammina strusciando sulle pareti ruvide e un pò melmose. Marte dà uno spintone a Thurun. “Hey hai sentito cosa ha detto l’indiana? Vai dentro, tonto, che quella è solo un’illusione ottica!” e dicendo così spinge Thurun a sbattere contro la porticina il quale commenta solamente “Che? …Ah. “. Spinto dentro il percorso si accorge che non era affatto come sembrava. Sul volto l’espressione di rabbia lascia spazio al sorriso di un bimbo: “Ehi ma ci pensate?? Un’illusione ottica! ahaahahaha” Seguita a ridere come un beota mentre Ayin, incredula, chiede “Illusione???? ma in che senso? dici che non esiste veramente?”.
Kiwi da dentro le risponde “non è come sembra….la porta,la strettoia…dobbiamo capire che sono tutti ostacoli che noi mettiamo” ma Marte non le concede più tempo per replicare: strattona Ayin per un braccio “Fila dentro, stupida!” dice spingendola nella porticina. Intanto i personaggi semi-morti della valle strisciano a pochi centimetri da loro e cercano di afferrare Marte per un braccio.

Marte si infila per ultimo nell’illusione ottica e fa per chiudere la porticina ma.. non c’è la maniglia. Si chiude solo a spinta, da fuori. “E adesso?” si chiede con aria stupita che ricorda molto le espressioni beote del suo amico Thurun a cui sale un brivido lungo la schiena quando vede che la porta non riesce a chiudersi, la sensazione di sicurezza che gli era salita svanisce. Poi gli viene il lampo di genio: grida a Kiwi : “Ehi indiana, ma quei rompiscatole là fuori, come noi , sono qua immersi nell’acqua. Vedi se riesci a far qualcosa per allontanarli, che so, un vortice acquatico o qualche altra stupida diavoleria”

Mentre Marte si interroga sul da farsi sente qualcosa ballonzolargli nei pantaloni e inizia a strisciargli dalla gamba: il pezzo di radice che aveva in tasca, allungatasi a dismisura, sbuca dalla caviglia di Marte e si pianta nel terreno. Una pianta gigantesca inizia rapidamente a prendere forma e ad ostruire la porticina mentre il pantalone destro di Marte si straccia in più parti. Con la gamba lacerata Marte grida. “Figata! Scappiamo!!” si gira e si affretta verso i compagni dimenticando però di raccogliere e strappare un pezzo di radice da portare con sé. Senza farsi troppe domande Thurun comincia a correre. “Grande vecchio….ma magari te la potevi prendere una foglia di quell’enorme pianta, che rimbambito che sei ahahahahahahahah” seguita a deridere l’amico mentre non si accorge che la spada gli è scivolata a terra. Ma viene punta dalla pianta e respinta all’indietro.

“Maledizione Thurun! Mi tocca darti ragione!” Frena come fosse un’auto in corsa, si gira e corre a strappare un rametto della lenticchia magica. Mentre lo afferra, una medusa gli si appiccica al volto . Thurun interrompe la corsa e si volta innervosito. “Porca miseria vecchio, ma che cavolo….” Vorrebbe inveire contro Marte ma nell’eccitazione generale non sente che allegria. Torna correndo indietro e riprende la spada “Suvvia coltello, salviamo la pelle al vecchiaccio”. Mentre ad Ayin viene in mente di andare a prendere un pezzo di radice lasciata da Marte Thurun agita un fendente in aria a poca distanza dalla faccia di Marte.

Lo spostamento d’aria si trasmette alla medusa attaccata al volto di Marte, la quale si disintegra in mille pezzi. Oltre alla medusa, una grossa ciocca dei capelli di Ayin si disintegra nel movimento d’aria. Ayin non riesce a raggiungere la radice ma finisce nello stesso spostamento d’aria verso il volto di Marte e viene gettata all’indietro e scaraventandola in una specie di vuoto pneumatico.

“Maledizione a quei cosi! Come ho la faccia Ayin? Mica come quella di Thutun??” chiede preoccupato mentre, palpandosi, non sente tumefazzioni simili a quelle dell’amico. “E tu, Thurun, stai attento con quel coso o potresti fare male a qualcuno, accidenti!” dice rivolgendosi allo zuccone. Ayin guarda Marte, anche lui sfigurato nel volto, e anche lui sembra avere le tracce di un volto nascosto che vuole emergere. E comincia la sua solita lagna “Chi sei veramente Marte?”; lo guarda mentre Marte vorrebbe prenderla a schiaffi per il semplice fatto che lei lo sta guardando.
“Cos’hai da guardare, Ayin? Vuoi che ti prenda a schiaffi o a calci in culo?” chiede continuando a tastarsi preoccupato la faccia. “Sono davvero brutto?” chiede a Thurun il quale risponde a Marte con un sorriso a 32 denti: “Naaa vecchio, sei uno splendore” seguitando a ridere sguaiatamente mentre

Proseguono. Il tunnel si incomincia ad aprire a cono e come un proiettore manda immagini di diverse strade. Kiwidinok chiede al gruppo: “da che parte andiamo? quale strada prendiamo? Ce ne sono 5” proprio mentre Ayin realizza che una parte dei suoi capelli si è completamente smaterializzata nel vuoto d’aria e comincia a gridare “oddioooooooooo, ma che mi è successo???? Io non sono più io, i miei bei capelli…cosa sto diventando????” Thurun si rivolge poi ad Ayin, sbuffando: “Dai ragazza, che vuoi che sia, io ho la faccia di un ammalato di peste, e tu ti lamenti per due peli bruciati… basta lagnarsi…piuttosto, che diavolo sono adesso queste strade che sono apparse? Dove dovremmo andare? ” Pensieroso, comincia a camminare avanti e indietro. “Ayin…credo che a questo punto, serva la tua fiamma a illuminare il cammino” ma a queste parole la ragazza si accorge di non avere più la sua fiamma magica. In preda ai sensi di colpa per averla perduta si accascia nelle profondità del tunnel. Inconsolabile si rende conto che solo la fiamma le avrebbe potuto portare consolazione. Ma il suo sconforto è dovuto proprio alla mancanza della fiamma. Enigma irrisolvibile. E piange di più.

Kiwidinok impassibile commenta “non so quale strada prendere.…”: si ferma al bivio.”Riposero’ un po’” . Si siede al centro dove iniziano i 5 percorsi e guarda immobile le strade davanti a se “non ora….devo riposare” abbassa il capo e si addormenta sognante.

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