Salviamo Karjano! 02 – Una tenda allucinante: prigionia e liberazione

La tenda viola ha l’aspetto di una tenda per indiani. L’uscio è raccolto su un lato, da sopra esce del fumo. Il resto del mercato continua a rimanere immobile nella sua plastica espressione.Thurun esorta ad entrare,mentre Ayin ha paura e viene presa ad un braccio da Thurun  stesso che, preso da compassione, inizia a fischiettare per sdrammatizzare.

Kiwidinok incuriosita, Ayin impaurita e Thurun impaziente entrano, mentre Marte rimane ancora fuori ad osservare.
Vecchiooooo” urla a Marte Ayin”ti sembra questo il momento di andare per fatti tuoi? Devi stare con noi, entra, fai presto, dobbiamo essere insieme” Thurun scocciato trascina per un braccio Marte.

Tutti i componenti del gruppo sono all’interno. Uno strano fumo denso impedisce di vedere oltre un palmo dal naso.C’e ‘un cerchio di uomini e donne che mormorano all’orecchio del vicino. Un bisbiglio che fa eco nella tenda che ondeggia.”che staranno dicendo?” mormora Kiwidinok avvicinandosi ad una vecchia dai capelli viola.
“Aaaaaaaaah ma che …. e ora chi stradiavolaccio sono questi figuri?” grida Thurun mentre urta qualcosa che sembra la pelle di un individuo mentre Ayin in uno stato di ipnosi urla improvvisamente “aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhh, guardate li”  indicando una forma indistinta che forse è solo nella sua mente si nasconde dietro a Thurun e sempre più impaurita.

Nel frattempo Marte strattonato da Thurun cade. Si ritrova tra le braccia di una anziana grassona con un dente solo, dalle forme esagerate. Lei lo guarda, gli sorride ammiccando. Marte si alza in piedi urlando “aiutooo!!!” Ma nell’alzarsi urta un palo della tenda. Cade per terra nella polvere. Thurun divertito deride l’amico.
Il fumo si dirada leggermente e lascia intravedere 15 individui disposti a cerchio, tuttavia con il volto coperto ancora dalla coltre di fumo. Ayin in preda al suo delirio parla di cadaveri astrali mentre Thurun cerca di tranquillizzarla e si volta verso un tipo alto circa un metro e novanta alla sua destra, con il volto ancora coperto dal fumo che seguita a salire verso l’alto. “Gentile signore, mi sa dire dove accidenti siamo e chi accidenti siete voi?”. L’interlocutore, digrignando i denti gialli in una specie di sorriso forzato, non offre risposta . Uno dei quindici si alza in piedi per prendere la parola. I suoi contorni sono sfocati dal fumo, la testa calva di forma piuttosto ovoidale. Il colore rosso-rosa della tenda e i suoi abiti bianchi si fondono in uno strano fucsia che lo ricopre da testa ai piedi.

Ayin si sente ispirata”se fossimo finiti in una specie di terra dei morti?????” dice agli amici che poco la considerano.
Marte si accorge che non c’è piu’ un’apertura nella tenda.Sembra come la stoffa non abbia più spiragli, come se fosse un’unica tela, tutta d’un pezzo: “siamo intrappolati qui dentro!” urla Ayin.

Uno strano suono, acuto ma allo stesso tempo impastato, esce a tratti dall’uomo con la testa ovoidale. Lo strano figuro, in piedi, guarda con occhi neri, senza alcun accenno di bianco, la compagnia. Si avvicina ad Ayin con un visto molto particolare, senza naso, senza orecchie, senza capelli, sembra studiarla da vicino.

Thurun non riesce a capire cosa dice”Cosa??? Che ha detto buon uomo? Kiwi, capisci che dice lo stramboide?” chiede sbuffando all’amica. Ayin ride all’appellativo dato all’uomo e guarda con fare civettuolo Thurun.

Kiwidinok traduce non capendo tutto”Thurun boh…dice di star zitti!che qui si bisbiglia e chi urla perde le vocal…”si tocca la bocca e ingrugnisce “Chiede chi accidenti siamo e come ci siamo arrivati fin qui.” Thurun si accorge di non riuscire a dire le parole complete . Escono solo consonanti dalla sua bocca. Marte, pensando che stesse scherzando, gli dice di smetterla con i funghi mentre Ayin lo difende vedendolo in difficoltà .Thurun viene spinto un metro e mezzo di distanza da Marte, e si scontra contro un altro degli strani figuri. “Stpd vcc c nn s ltr” cerca di bofonchiare grugnendo. Poi sente una delle mani dell’individuo poggiarsi sulla spalla destra, e d’un tratto emette un respiro profondo , come fosse emerso da un oceano “Dannato vecchio buono a nulla!

“Ehi…ora posso parlare di nuovo…che diamine è questo posto…ah, comunque grazie signor…?” girandosi verso il tizio. Il tizio sorride a Thurun con una dentatura a 36 denti (molti cariati, alcuni assenti). Ha le sembianze di un indigeno amazzone, vestiti bianchi, volto umano e simpatico. Lo sdentato emette una risata, e sembra finalmente proferire parole sensate: “Il mio nome non è importante, straniero. Piuttosto rispondi tu a me: chi siete, cosa state cercando?” chiede con voce giovanile e profonda, dimostrando molti anni. “Chi siete e da dove venite!” tuona una voce che sembra provenire dall’alto quasi contemporaneamente. Lo stramboide guarda compiaciuto verso l’alto.
Intanto dal terreno cominciano ad uscire fuori delle meduse melmose con degli uncini che lentamente salgono sulle gambe di Ayin che caccia un urlo spaventoso.

Kiwidinok si volta e vede Ayin terrorizzata e anche lei incomincia ad urlare”aahhhh che cavolo,la gamba.mi hanno preso una gamba”: le meduse salgono verso la sua coscia destra.

Marte striscia per terra cercando di non farsi vedere per cercare di trovare un pertugio tra la tela e la terra ma sembra come che la tela sia molto più profonda del pavimento: si inabissa dentro la terra e non si riesce a smuovere. Gli uncini delle meduse melmose afferrano Marte che, con aria rassegnata e incredula striscia via senza volerlo dalla tela: “Aiuto” ha solo la forza di dire mentre striscia verso il centro della tenda, paralizzato dalla paura, senza un’espressività credibile, quasi si stesse burlando dei presenti. Kiwidinok e Ayin cercano di liberarsi dalle bestiacce facendosi coraggio e mettendo l’intento di liberarsi mentre Thurun, confuso dalla doppia richiesta, dalle meduse, e dal vecchio incatenato a terra, chiude gli occhi e tira un respiro profondo, cercando di calmarsi. Riaprendoli, guarda dritto il tizio sdentato dicendo “Ascolta, voi non sapete chi siamo noi, noi non sappiamo che diavolo di posto è questo e chi siete voi e cosa sta accadendo. Ti posso dire che siamo tutti parte di questo mondo. Il Maestro Karjano ci apparì: è in pericolo, abbiamo bisogno di aiuto”.”Il maestro chi?” chiede lo sdentato a Thurun. Sbuffando ormai anche dalle orecchio , digrignando i denti cercando di trattenere la rabbia, Thurun sbotta “Ora basta! Ne ho abbastanza di sortilegi da quattro soldi. Padrone di questo spazio, rivelati, fatti vedere. Abbiamo una dannata missione da compiere, e non starò qua a perdere un altro minuto con questi imbecilli!” La stessa voce tonante che era uscita dall’altro risuona nuovamente nella tenda: “Uahuahuahuah e perché dovrei rivelarmi a voi luridi ometti, presto sarete la nostra cena”

Marte è legato e imbavagliato dai tentacoli delle strane bestiacce. E’ sul pavimento in centro alla tenda. Rumori di tamburi, fuoco e pentoloni non fanno presagire nulla di buono. Emette suoni nasali di richiesta di aiuto, una goccia di sudore freddo prende vita sulla sua tempia sinistra e inizia a vibrare alla frequenza della forza di gravità.
Un “carico” di 10 bestiacce piomba come un’ascensore senza freni sopra al corpo di Thurun che coperto dalle bestie, cerca di gridare ma solo un suono strozzato esce dal mucchio. Ma le bestie cadendo gli han fatto cadere lo zaino di dosso, che rimasto aperto, lascia intravedere i manici delle padelle poco distante, interposto tra le braccia nere di due delle losche bestiaccie. Con tutte le forze, cerca di afferrare il manico più vicino e sbatte violentemente la padelle contro l’orecchio sinistro di una delle bestie che lo trattiene a terra: questa emette un grugnito confuso, e stordito, lascia il tempo a Thurun di divincolarsi e uscire dal mucchio a tentoni, uscendone senza fiato.

Rimasto con troppe poche forze per protestare e pensare, ode le parole di Ayin che gli echeggiano in testa, e guardando a terra, stringe i pugni e si getta completamente a terra supino, chiude gli occhi e cerca di rimanere immobile. “ehi???? dice Ayin tronfia “avete visto???? la bestiaccia si è ritirata da me. Capite???????” dice sperando stavolta di far colpo con i suoi discorsi ma I

Il tentacolo riprende vita e si avventa sulla gamba di Ayin voracemente “non mi avrai mai” urla al tentacolo come un addomesticatrice di leoni. Ayin richiama tutti all’alleanza mentre Kiwidinok riesce a tradurre altre parole”dicono che dobbiamo piantarla noi di fare tanto baccano!” intanto anche Kiwidinok riprova a staccare l’animalaccio dalla coscia. Si piega e lo prende per la bocca viscida”blea,che schifo!” Thurun udendo le urla dei compagni, sempre rimanendo a occhi chiusi sbotta: “Ma insomma Ayin.. non segui il tuo stesso consiglio? Diamine, rimanete immobili e state zitti!!!”: In mezzo al pandemonio emozionale a fattuale di tutti Ayin ritenta con discorsi di alleanza e di saggezza cercando di farsi ascoltare “scusate, e se fossero le nostre emozioni a creare queste bestiacce? vi ricordate? io avevo tanta paura quando sono entrata qui. Se fossero le mie paure e le vostre a creare queste forme schifose?” ma nessuno sembra ascoltarla.
Stanchi della lotta i 4 decidono di seguire un’altra strategia suggerita dalle parole tradotte “Hanno detto di fare silenzio: restiamo immobili e in silenzio cosi non si nutrono delle nostre paure” “Forse è per questo che sono tutti immobili” esorta Thurun “è un indizio. Rimanete stramaledettamente immobili” e sottolinea ” I-m-m-o-b-i-l-i..e in silenzio” avanza disperato.
D’un tratto tutto si ferma: il silenzio si abbatte nella tenda, i sente solo un ticchettio di un orologio, Kiwidinok guarda l’ora e vede 12 punto zero scritto.

I tentacoli minacciosi si immobilizzano. Tutte le facce degli strani figuri sembrano rivolgersi al gruppo, con l’accenno di una specie di sorriso compiaciuto. “Caspita, sto quasi cominciando a divertirmi qui” dice Ayin con una risata isterica.

La voce tonante che aveva parlato prima torna a echeggiare nella stanza ormai più silenziosa, stavolta con un tono di voce più tranquillo. “Ce ne è voluto di tempo…ma non è sufficiente. Ditemi, qual è la parola che vi portate appresso?”
La voce prosegue: “Potrete proseguire solo se risponderete con sincerità”.

Marte cerca di mugugnare la risposta “mmm-mm-mm” ma non si capisce cosa dice. Un tentacolo sembra fermarsi ad ascoltarlo e a guardarlo perplesso in un’alternanza tra il suo volto e gli altri tentacoli come se stesse interrogando i suoi pari e chiedendo loro se avessero inteso la parola di Marte. Kiwidinok e’ libera dalle bestiacce che in terra si sono sciolte in fumo . Un fumo che sale e forma vocali che si fermano in aria componendo parole”che c’è scritto?” cerca di unire le lettere come un rebus. “Kiwi, credo che il rebus parli del tempo. Ti ricordi l’orologio?” dice Ayin con tono collaborativo senza dare idee utili. Kiwidinok comincia a leggere le lettere sparse e sospese in aria S..t..i…e…e…” guarda ancora “e…v…u…i..t..n” “e…i…s…e…t…”

“mmm-mm-mmmm!!” mugugna Marte di nuovo. Ora sono in due i tentacoli perplessi che si interrogano vicendevolmente. Gli altri tentacoli sono immobili.- “mmm- mmm- mmmm!!” ripete.
Thurun nell’assurdo della situazione, comincia a ridere guardando Marte e i tentacoli vicino. “Dannato vecchio..ti detesto, ma mi fai sempre scompisciare…sono momenti come questo che mi danno speranza…” e fermandosi un attimo come atterrito, guarda in avanti. Poi guarda in alto: “Questo ci portiamo, o voce dal nulla, questo e nient’altro. Speranza” “Speranza o fede?” ribatte Kiwidinok in un angolo, sconfortata. Ayin presa dalle parole “ci sono, non chiedetemi come l’ho capito, ma sono certa di aver capito. Il rebus dice ….” e improvvisamente si accascia a suolo svenuta

“mmm-mmm-mmm” dice Marte per confermare l’intuizione di Ayin e sviene anche lui. Delle lucine come lucciole salgono dai corpi di Marte e Ayin che iniziano a smaterializzarsi. Dopo la dichiarazione di Thurun, e i compagni che sembrano svenire, un silenzio d’attesa cade nella sala, in attesa di un giudizio della sincerità dell’affermazione.
Il silenzio si protrae nella stanza. Nulla succede, Thurun si aspetta una risposta dalla voce tonante che non giunge, e sconfortato, abbassa lo sguardo , notando che i suoi piedi stanno cominciando a perdere consistenza. “Opporcoalbero, ma che è adesso sta cosa”. Una sensazione stranissima lo avvolge, e tutto attorno sembra scivolare nell’oblio. Kiwidinok tocca la terra: c’è polvere e piccole scintille azzurre, ne tocca una con la mano e improvvisamente la scintilla diventa una grande bolla che l’avvolge e la scompone fino a scomparire verso l’alto.La bolla azzurra è fuori dalla tenda.Inizia a volteggiare finchè….

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