L’origine di Karjano – Action Spy®©

L’immagine di copertina di questo bel quaderno cartonato deve avermi particolarmente ispirato. Erano giorni piovosi dell’estate 1994, avevo 12 anni. A mia disposizione, durante quelle ore piovose passate nella noiosa casa del mare della mia pro-zia (professoressa di lettere fin nel DNA) erano un compagno di scuola che ospitavamo con cui avevo appena avuto modo di litigare, una TV in bianco e nero presidiata da mia zia, delle antipatiche carte da gioco, un noioso gioco dell’oca e un bellissimo quaderno dalla copertina rigida, un oggetto “da grandi”, troppo bello per essere utilizzato per i compiti e che meritava di essere ben riempito di qualcosa che non sapevo cosa ancora dovesse essere, ma doveva essere qualcosa di molto figo!

Nella mia memoria continuavano a rimescolarsi le immagini di Doom: lo spara spara a cui avevo giocato a casa del mio compagno sul suo pc qualche giorno prima. Che voglia di giocarci ancora! Ma io non avevo un PC all’epoca e non sapevo proprio come fare a rivivere l’esperienza ma ero dotato di molta creatività ed immaginazione.

Così ho unito tutti questi elementi assieme e mi sono detto: e se con un pò di carta e penna riuscissi a realizzare una sorta di tabellone casalingo? Una sorta di gioco da tavolo in stile Doom?

Il temporale finì un paio di giorni dopo e, purtroppo, ancora niente tabellone: troppa grafica, troppa poca materia prima a disposizione, troppo niente di tutto. In compenso, mi ritrovai in mano alla fine della pioggia la stesura in bella, sul mio prezioso quaderno dalla copertina rigida, di un regolamento di un gioco da tavolo che, secondo il mio modo di vedere, poteva essere una valida alternativa a Doom quando non hai un pc: Action-Spay! (in effetti all’epoca non sapevo che la dicitura corretta fosse “spy”… ho dovuto attendere di tornare a casa e controllare sul vocabolario italiano-inglese per l’errata corrige).

Certo, non sarebbe stato interattivo come il famoso videogame ma non gli mancava niente: degli eroi paramilitari super addestrati, caricatori e medi-kit sparsi ovunque, un sacco di nemici da far fuori e il brivido di rubare dei preziosi documenti da una cassaforte ultra-presidiata al centro di una fortezza inespugnabile, l’ambasciata! Una manciata di soldatini, degli stuzzicadenti pitturati di nero, il dado del gioco dell’oca, qualche foglio da disegno, qualche strappo di scotch trasparente, un righello e un pò di pazienza nei giorni successivi mi permisero di far esperienza in “al di qua” di tutto ciò che avevo immaginato in “al di là” grazie agli spunti del videogame Doom, dei film di Rambo, 007 e di True-Lies, del gioco da tavolo Cluedo e di un sacco di pubblicità di giochi che vedevo in TV. Il mundus imaginalis era un luogo che già amavo frequentare, solo che all’epoca non sapevo l’avessero chiamato così.

Qualche settimana dopo il gioco era pronto e da testare ma non sono riuscito a trovare dei volontari fino all’era della mia prima morosa, la Francesca, che all’epoca dei nostri 15 anni, si era prestata a dare un tocco di classe al mio tabellone, precedentemente in bianco e nero, e a coinvolgere alcuni amici comuni per delle partite di test.

Il gioco da lì, in qualche modo, si è evoluto tendendo sempre di più a meccaniche realistiche: sparirono infatti i caricatori e i medi-kit dimenticati per terra nell’ambasciata in stile Doom ed un altro po’ di altre gigiate che non contribuivano ad una buona giocabilità. Tuttavia, dopo l’estate 1997, anno in cui ero riuscito a spappolare letteralmente le scatole a tutti i miei familiari nell’estorcere alcune partite di test, il gioco è rimasto chiuso assieme al suo regolamento originale nella sua confezione: una cartellina da disegno tecnico di scuola.

Radi conati di intraprendenza sulle sorti di Action Spy si sono susseguiti nel corso degli anni successivi ma non era mai il momento giusto per la sua risurrezione. Ho fatto tempo a trascorrere ore liete con diverse fidanzate, a sposarmi, ad assistere incredulo alla nascita di un fratello 26 anni più piccolo di me, ad avere un figlio, a divorziare, a convivere nuovamente, a vedere mio figlio in sella a una piccola moto da cross e mio fratello diventare il portiere della squadretta del suo paese prima che questo gioco venisse riesumato.

Un paio d’anni fa però, l’età di mio figlio Rafael e quella di mio fratello Gabriele, decisero di allinearsi alle esigenze del regolamento di Action Spy e così, complice anche la fiducia che, giocoforza, questi due individui ripongono nel sottoscritto, li ho coercitivamente invitati a delle nuove sessioni ufficiale di play test. Finché non provi non puoi capire ma ti posso garantire che ci siamo divertiti così tanto, ma così tanto, che il fuoco praticamente defunto di Action Spy ha ripreso a divampare, forte! Gabriele e Rafael mi hanno aiutato in questi 2 anni a mettere a punto alcune meccaniche di gioco che erano state lasciate incomplete e alcune parti di regolamento mancanti e così, da un pò di tempo, li considero miei preziosi soci nell’operazione.

Bozza dell’immagine di copertina

Il gioco è continuato ad essere un passatempo di famiglia, a volte esteso con piacere a qualche amico dell’uno e dell’altro, finché circa un mese fa (stiamo parlando di Natale 2020…), dopo una giocata di quelle memorabili, con azioni incredibili, colpi di scena inimmaginabili e un divertimento da farsi la pipì addosso, un angelo della creatività ha messo sulla bocca del nostro vicino di casa Sasha, un ragazzino dell’età di mio figlio, delle parole che mi hanno costretto a una notte in bianco: “Quando fabbrichi il gioco me ne regali una scatola?“. Lì per lì, la mia risposta è stata “Ceeeeerto, Sasha! Non ti preoccupare… quando e SE lo fabbrico. Sono 25 anni che attende, non so esattamente se e quando lo farò ma, al caso, certo, te la regalo!“. A Sasha era talmente piaciuto il mio gioco che vederlo così divertito ed ascoltare la sua richiesta devono aver messo in moto qualcosa di inarrestabile.

Ho iniziato perciò a ragionare sulla produzione vera e propria di alcune unità di questo gioco senza fare bene i calcoli se si potessero produrre o meno ma con in chiara in testa una missione: regalare una scatola a Sasha! E così, decine e decine di ore tra preventivi, ricerca di soluzioni creative per abbattere i costi e lavoro di squadra con grafici e tipografi finché, dal mundus imaginalis, qualcuno ha deciso dinuovo di farmi “toc-toc!”. Altra notte insonne: d’un tratto infatti mi è balenata l’idea che Action Spy, in realtà, non è altro che la materializzazione in “al di qua” di una delle missioni che, prima o poi, capiterà di fare con il Maestro Karjano attraversando con lui il tempo e lo spazio fuori dalla Valle del Momento.

L’idea del logo è del mio socio Rafael

Da quando ho progettato questo sito, in fatti, ho ben presente che alcune avventure verranno condotte in sua presenza e che queste si svolgeranno, grazie ai suoi benefici poteri, in spazi e tempi completamente differenti da quelli di Albero e della Valle. E’ come se qualcosa avesse fatto click, quella notte: i due pezzi del puzzle si sono incastrati perfettamente e qualcosa o qualcuno mi ha fatto capire che Karjano ed Action Spy altro non sono che due facce della stessa medaglia. In realtà, la produzione avrebbe dovuto contemplare la possibilità che anche gli utenti di questo sito possano avere la possibilità di mettere alla prova il proprio grado d’Essere e la propria Integrità in avventure divertenti e pericolose come quelle che si vivono sul tabellone di questo (modestamente) mitico gioco di società!

E così, eccomi qui, ad attendere che tutti i pezzi ordinati arrivino a destinazione a casa mia per iniziare l’assemblaggio delle prime 10 scatole e poi… si vedrà!

 

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