La tana dei serpenti

In qualche modo Giolandar si è liberato dalla prigionia imposta da Altair e vaga ora nel bosco dopo aver seminato i due. Marte lo scorge da lontano e cerca di fermarlo buttandoglisi addosso ma Giolandar è troppo grande e grosso e Marte rimbalza per terra e stufo di cercare di combattere cerca di convincerlo almeno a parlare, ma lui non ne vuole sapere: dice solo che era stato stregato da una vecchia e che per questo aveva cercato di uccidere il gruppo.

Dal bordo della strada un nuovo personaggio fa capolino: Risorta. Anche lei inizialmente scaglia frecce d’avvertimento verso Giolandar, come se volesse parteggiare per il gruppo contro il gigante. In realtà sembra una guerriera dalla personalità un pò confusa.

Presenzia, il serpente ficcanaso, anche in questo caso accorre, sale sul collo di Giolandar e lo minaccia. Giolandar per scrollarsela di dosso si butta nel fiume e inizia a nuotare verso una lingua con degli alberi in cui nascondersi. Altair, che nel frattempo ritrova il gruppo cerca di corrergli dietro ma non lo vede più: si è perso nella vegetazione e spia il gruppo per cercare il momento giusto di rubare l’arco a Risorta

Passa un carretto che trasporta mele e erbe medicinali. Cogliendo il momento in cui il gruppo è distratto, Giolandar balza fuori e cerca di rubare l’arco a Risorta che, però, lo blocca.

Il carrettiere cerca di vendere delle mele al gruppo ma nessuno ha intenzione di comprarle. Piuttosto tutti hanno fame e sembra vogliano attaccare il carro per saccheggiarlo. il carrettiere parte al galoppo lasciando affamato il gruppo.

Presenzia invita tutti nella sua tana in cui, dice, c’è molta frutta e manicaretti per tutti. Mentre il gruppo si chiede come accidenti potrà entrare nella tana di presenzia, il serpente lancia un incantesimo per farli rimpicciolire. Loro diventano piccoli come gnomi: la taglia giusta per entrare nell’accogliente tana di Presenzia o, come nel caso di Risorta, per impigliarsi i propri capelli lunghi nei fili d’erba e nel fogliame. Parlano con vocine stridule come “da bombola di elio” e c’è un bel clima festaiolo mentre iniziano a mangiare. La sera cala, fuori dalla tana. A un certo punto, Giolandar rimane pietrificato. Marte prova a scuoterlo ma Giolandar cade a terra secco come un baccalà!

Il secondo a rimanere pietrificato è proprio Marte: non sono morti, i loro occhi si muovono, ma la frutta di Presenzia ha avuto un effetto indesiderato agli ospiti. Presenzia chiama sua mamma, un serpentone ancora più grande di lei, invitandola a banchettare mangiandosi gli amici che aveva portato.

Mentre Presenzia, da vera vigliacca, se la svigna dalla tana, Altair e Risorta, che nel frattempo stavano rivitalizzando Giolandar, si scagliano all’attacco contro il serpente gigante. Ne nasce una collutazione formidabile in cui non si risparmiano colpi né da parte del serpente né da parte del gruppo.

Rivitalizzato quasi del tutto, il gigante Giolandar afferra Marte e lo scaraventa fuori dalla tana con un lancio degno di nota: il baccalà, ancora pietrificato, non riesce nemmeno a protestare per l’urto.

Mentre Altair raccoglie il sangue di serpente in una boccetta alchemica, Risorta rivitalizza con delle erbe anche Marte che, per prima cosa, impreca contro il gigante per il trattamento di favore.

Il gruppo si dirige verso la strada al chiaro della luce delle lucciole.

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