I 7 saggi

Il gruppo inizia a muoversi nella grotta. Marte continua a vomitare piu’ che mai, stremato al suolo. “Hey , où allez-vous? Dove andate, non vedete che questo qui è uno straccio?” dice l’Albino dall’accento francese indicando Marte. Presenza mette una mano sullo stomaco di Marte per calmare gli spasmi con una tecnica energetica che solo lei sa. Marte si rialza in piedi e dice: “Ma cosa mi hai fatto? Voglio dire, so che prima mi hai morso.. quando eri serpente, ma ora, cosa mi hai fatto?” mentre si tiene alla parete della grotta. “conosco antichi riti sciamanici, muoviamoci ora” risponde Presenzia che con movimenti rapidi raggiunge il gatto che nel frattempo era andato avanti.

All’interno della grotta l’uomo-gatto fa strada e conduce verso il suono profondo: si tratta di tamburi che vengono suonati all’unisono. Intorno a una pozza di lava, illuminati dal chiarore, Modelius vede sette personaggi che, seduti, suonano dei grossi tamburi che reggono tra le gambe…

Il suono dei tamburi diventa sempre più fragoroso, quasi insopportabile. Le basse frequenze fanno vibrare i corpi di tutti con delle vibrazioni che scuotono fin dentro al midollo. Arrivati tutti verso il rumore ormai assordante si trovano 7 entità dalle tuniche colorate davanti a loro vestiti come maghi medievali, con cappelli a punta e lunga barba bianca alla Merlino: indossano tuniche blu, tranne quello al centro dei sette, che ne indossa una bianca e l’unica figura femminile che ne indossa una fucsia. “Et ceux-ci? Qui suis-je? chi sono questi?” esclama sbigottito l’albino.

Marte, ritardatario, si avvicina camminando tenendosi alla parete della caverna. E’ a dieci metri dagli altri. “Hey cosa c’è lì?” grida. I tamburi smettono improvvisamente di suonare: i sette, con indice e medio uniti e anulare e mignolo uniti si girano contemporaneamente ad osservare la comitiva di strani personaggi.

Improvvisamente, un pipistrello prende di mira il cappello di Modelius che, mentre brandisce la sua spada magica cercando di scacciare il pipistrello, urla “Via, vattene!” . Il volatile si attorciglia con le zampine al suo cappello mentre emette un suono stridulo mentre batte le ali all’impazzata. Il pipistrello non fa in tempo a staccarsi da Modueius : l’amazzone, Presenzia, con un balzo lo afferra e se lo mangia vivo. Nemmeno il tempo di un “Bel colpo, bellezza!” da parte di Modelius che un intero stormo di pipistrelli esce da una piccola apertura a lui vicina e lo assale. Sembra come siano attratti dal suo odore. L’intero stormo gli vola attorno e iniziano a graffiarlo.

Nel frattempo, il personaggio al centro con la tunica bianca si alza in piedi e indica il vecchio Marte il quale si porta la mano al petto con fare interrogativo. “Io?” chiede con aria stupita mentre un pò guarda i sette personaggi e un pò è distratto dal turbine di pipistrelli che gravitano attorno a Modellius il quale estrae la spada, percuotendola sul terreno come un pazzo sperando che la magia si attivi. Immancabilmente, l’elsa della spada (il cristallo) comincia a risplendere. “Forte, ‘sta spada…” dice Modelius “Forse cominciamo a capirci!” La percuote ancora una volta sul terreno. Un pipistrello mentre si allontana molla qualcosa, un cucciolo, lo afferra e lo mette in tasca. “Sembra funzionare… insistiamo” dice Modelius mentre con la sua spada abbaglia i pipistrelli: ora una ventina di pipistrelli svolazzano, stavolta ordinatamente, formando un segno di infinito sopra la testa di Modellius. “Oibò, che magia è mai questa?” dice Modelius osservando i pipistrelli.. “Shoo, Shoo! Maledetti pipistrellì” esclama l’Albino senza capire.

I sette personaggi intanto riprendono a suonare. Stavolta il suono è più ritmato e fragoroso. Zaffate di lava si alzano. Le vibrazioni dei tamburi si fanno fortissime, gigantesche, sembra che siano dei giganti a suonare tamburi immensi.

Il suono di tamburi incita a ballare e cantare Presenzia: inizia a ballare a ritmo svolazzando la gonnella ed i capelli lunghi e neri corvino. Marte vede presenzia illuminarsi, diventa leggermente luminescente mentre lei inizia un canto antico “ahihehee haiiiehaa huuuullaa”. Per Marte è troppo: si tappa le orecchie. “Basta! Non ne posso più di questo frastuono!” ma la sua voce si perde nel rombo ritmico e assordante. I suoni sono così forti e palpabili che la sensazione fisica diventa quella di essseri che spingono. Marte muove dei passi in avanti, poi in dietro, alla fine finisce per terra. Incredibilmente la sensazione di pavimento è morbida, come fosse muschio o erba; sviene. “Dai gattaccio, balla anche tu che ti fa bene!” urla Presenzia a Modellius il quale ci prova ma non fa in tempo a fare una piroetta che stramazza al suolo svenuto.

Ora tutto tace. “Dai mozzarella, aiutiamo questi due sacchi di patate a riprendersi se no non usciamo piu di qua” dice Presenzia all’albino.

Si riprendono: Marte riapre gli occhi. Niente più tamburi. Una luce naturale entra dal fondo della grotta. Sembra un’apertura che conduce verso l’esterno. Modelius vede una luce fuori dal tunnel ed esclama “Oh, cos’è quella luce? Mi sa che da quella parte si esce all’aperto…” dice, notando che anche l’aria è più fresca…”. Modelius, mentre si dirige verso l’apertura, nota i sette che guardano verso il gruppo: gli sguardi dei sette sono enigmatici. Sono immobili ma gli occhi scrutano ogni movimento dei visitatori. Quello con la tunica bianca fa un cenno verso di lui: “Tu, uomo-gatto, non va bene così. E’ sbagliato quel camuffamento che hai addosso!” Tuona con voce possente ma garbata. Modelius si muove fino ad arrivare proprio di fronte all’enigmatico personaggio, che lo guarda dritto negli occhi e allunga una mano verso la sua fronte. Il suo pollice si appoggia all’altezza del terzo occhio di Modellius e spinge. Modelius si sente vacillare, inondato da una moltitudine di immagini e di ricordi: immagini del passato, e di un possibile futuro si susseguono nella sua mente.

Presenzia saltella tutta felice da una parte all’altra arrampicandosi tra gli alberi e facendo piroette roccambolesche; “Ehi Presenzia, la vuoi smettere di saltellare una buona volta? Non vedi che il signore qui sta facendo qualche magia? Lascialo concentrarsi… ” commenta Marte mentre una luce si sprigiona dalla testa di Modelius: è abbagliante. “ahahah magie magie, quello è solo un’impostore!” ironizza Presenzia ma il corpo di Modelius inizia a vibrare, come inondato da un torrente di energia mentre il suo pelo comincia a illuminare e a risplendere nella semioscurità.

In risposta a Presenzia, un altro saggio, ora circondato da un alone azzurro, sbatte il suo bastone per terra. Una luce azzurra tipo fulmine striscia verso presenzia come un serpente. La luce passa in mezzo alle gambe di Presenzia, le gira attorno più volte, si trasforma in farfalle blu che volano via dall’apertura della grotta. Il saggio azzurro abbozza un sorriso guardando con sguardo amorevole la ragazza. “chi siete?” chiede Presenzia sbigotta. Tutti i saggi, tranne quello occupato con Modelius, guardano la ragazza. Tacciono. Lo sguardo è benevolo. La saggia dalla tunica fucsia risponde “veniamo da un altro pianeta, siamo della settima dimensione”: la voce arriva alle orecchie ma la bocca della saggia fucsia non si muove. “e cosa ci fate qui?” chiede ancora Presenzia incuriosita mentre gira attorno alla saggia dalla tunica fucsia.

“Per molto tempo mi hai cercato, senza saperlo” dice il saggio vestito di bianco all’uomo-gatto “ora mia hai trovato, così come io ho trovato te. Ora prosegui per la tua strada, rinnovato nel corpo e nell’anima… io rimarrò qui, dove potrai tornare quando sentirai giunto il momento. Vai, figliolo… vai.” Un po’ confuso, ma con un gran sorriso sul volto, Modelius si avvia verso l’uscita all’aperto, voltandosi a salutare con un gesto di ringraziamento il saggio dalla tunica bianca e gli altri sei.

I sette svaniscono, si dissolvono. Al loro posto tanti brillantini cadono e svaniscono prima di toccare il suolo. Uscendo all’aperto, il gruppo viene accolto da una fresca, inebriante pioggerella che lo bagna e lo tonifica. L’albino corre fuori senza attendere gli altri. “Où êtes-vous les gars? Dove siete finiti??” grida cercando gli altri della sua combriccola e si dilegua nel bosco. Modelius, guardandosi intorno, nota il resto del gruppo: sono tutti apparentemente confusi e un po’ smarriti ma si sentono rinnovati dal di dentro.

Marte apre le braccia, guarda il cielo, apre la bocca per assaggiare la pioggerellina leggera che cade nella sua bocca.

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